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Pensieri

PENSIERI DA ANTICHI PENSIERI PER QUESTO TEMPO

 

Quest’anno ho compiuto cinquantotto anni. Sin da giovane ho sempre disegnato e dipinto per mio desiderio. Poi, per anni, ho collaborato con studi di architettura e con imprese di costruzione. Nel frattempo ho studiato molto, non solo la storia dell’arte, ma anche la storia del mondo. Il mio interesse, contrastato da dubbi e da punti interrogativi, mi ha portato alla ricerca di fatti che si perdono nel passato e la pittura ha concluso il mio cammino. Ho trovato quello che cercavo e non starò ad elencare tutti i momenti brutti e belli della mia vita perché, in fondo, non sono importanti, interessando essi solo me stesso. Ma di questo “solo me stesso” era importante l’uso che avrei fatto nei confronti degli altri. Coloro che mi conoscono, sanno che la mia partenza, non ha mai escluso il discorso dei grandi artisti che ci hanno preceduto. In questo pensiero, non ho mai accettato compromessi, sia nella pittura che nel lavoro, a discapito dei valori esecutivi di ricerca, di coscienza e di comportamento. Questa strada mi ha indotto a subire tanti dispiaceri, poiché anche percorrendola ho anche commesso tanti sbagli, ma non mi sono mai allontanato dal concetto. Il risultato l’ho sempre desiderato unico.
In ogni caso devo dire, che l’influenza scaturita da questa ricerca mi ha portato al di là della tecnica coloristica, facendomi molto soffermare sull’espressione, sui sentimenti, sui pensieri, sui comportamenti; infine, è per questo che studio continuamente il valore del paesaggio, strettamente legato alle nostre azioni, alla vita che conduciamo, ai desideri, al dolore, alle gioie.
Non starò ad elencare gli artisti che ho consultato, ma desidero avvalorare il nesso assimilato da essi, e soprattutto sottolineare il mio apprendimento del discorso, del fascino, della sensibilità, soprattutto appoggiato all’elemento uomo, vita ed ambiente.
Lavorando negli studi di architettura ed in aziende varie, ho assaporato le stesse sensazioni, gli stessi entusiasmi, le stesse ricerche, gli stessi pensieri. Sempre tutto è avvenuto proprio come per la pittura. Il mio interesse è stato sempre per un risultato oggettivo.
Tuttavia in questi anni, malgrado le preoccupazioni finanziarie e della famiglia, sono riuscito a lavorare sia pure con orari disordinati; ho avuto ed ho momenti di grande nervosismo, con notevole discapito per la mia salute. La lettura e la consultazione di testi d’arte, mi hanno suggerito molti spunti, che spero presto di realizzare, ma in questa stesura senz’altro terrò conto dell’insegnamento lasciatoci, cercando di avvalorare i comportamenti, i concetti, ed i sentimenti di tutti gli artisti che hanno animato il mio interesse.
Il desiderio di sapere sull’incredibile, nonché la delusione alle soluzioni quotidiane, la necessità impellente di lavoro, e tante altre cose, compresa l’incertezza generale che stiamo vivendo, mi hanno un po’ frenato nella ricerca pittorica, inducendomi ad un lavoro lento, pesante, assonnato: tutto questo ha avuto importanza sul mio carattere, imponendo al mio io una grande fatica materiale e spirituale. Del resto, volgendo lo sguardo intorno a noi, non possiamo altro che notare un vivere piuttosto stantio, senza fiducia; ovunque c’è miseria e povertà d’intendimenti e di comportamenti; si ha quasi l’impressione che il destino dell’uomo sia quello di accettare con l’indifferenza il trionfo imperante del potere, dell’inganno, della truffa materiale e di pensiero, della menzogna, dell’egoismo, dell’autolesione mentale, del sesso, dell’assolutismo partitico, della fame ed infine della guerra e del sangue innocente.
Gli uomini sono diventati strani, cattivi, incoerenti, ma soprattutto poveri di luce interiore, e lontani dalle primarie tradizioni, anticamente appena afferrate e poi volutamente e definitivamente abbandonate con il trascorrere dei secoli. È come essere in un deserto di valori, recintato da una rete d’imposizioni opprimenti.
Personalmente sono disgustato da questo sistema di vita, dominante in tutto il nostro pianeta, che non dà fiducia, non dà carica, non dà sorriso. La sola ricerca degli uomini è per il denaro, esso è il vitello d’oro della nostra epoca. Nei miei quadri ho cercato di esprimere distensione, speranza d’amore, pace. Sì pace, ma questa parola prende valore e si completa con l’intento, ed il pensiero di purezza nel sogno di uomini buoni, nel dolce desiderio di un cielo pulito, di un mare pulito, di una terra pulita, abitata e compressa da sentimenti ingranditi da un grande amore comune.
Purtroppo la prassi consuetudinale è questa: il comodo orgoglioso uomo non deve pensare, ma solo godere. Che bella barzelletta ! La nostra decantata storia in tutti i sensi, dall’inizio ad oggi, non è altro che un lungo continuo bagno di sangue; da essa non possiamo trarne nessuna esperienza positiva, salvo la constatazione.
L’uomo vuole il benessere materiale, in esso crede come ad un Dio, si atteggia a padrone della terra, sogna un impero cosmico e contemporaneamente si sta avviando verso un disastro ecologico e nucleare, senza contare il resto.
Tutto quello che c’è su questo pianeta è in prestito, non è nostro, ma l’uomo ha diviso tutto, recintato, ucciso, maltrattato, accumulato; l’uomo pretende, vaneggia, aspira, ma quando infuriano gli elementi con gravi conseguenze, allora piange e prega, giudica l’effetto senza considerare la causa; l’uomo ha distrutto il paesaggio, il cielo, la sua stessa struttura è contaminata, è debole, è spenta. Orgogliosamente oggi si dice che noi abbiamo tutto, ma io sono convinto che è come se avessimo ancora in mano la clava; è cambiato l’abito, ma non il concetto. Ecco perché, personalmente, desidero e cerco questa bellezza, ancora impalpabile, illeggibile in questi momenti, ma sempre presente, sia che dipinga un paesaggio sconvolto nella sua vera forma, ma pregno di colore, sia che colga la dolcezza, l’irrequietudine, il dolore, la fatica e la morte nelle persone. In questi anni ho lavorato molto, senza riserva, ed il risultato lo potrete leggere nei giudizi critici (sempre troppo lusinghieri) dei miei amici e nelle poche opere che in questa piccola rassegna, espongo. Gli anni mi hanno portato ad avere la conferma di un pensiero che, con molto calore, umanità e fratellanza, altri uomini illuminati hanno affermato e cioè: l’essenziale, in un uomo, è in ciò che pensa, e nel come pensa, e non solo in ciò che fa o soffre.
Ripeto, ho studiato, ricercato e definito molto, ma, tutto questo, mi ha portato, sia pure con innumerevoli intoppi, all’uomo, alla sua nascita, vita e morte. Così, incamminandomi su questa strada ho appreso che l’universo ha cinque dimensioni. Queste dimensioni sono infinite, tre sono spaziali ed una è temporale: ma vi è anche, e soprattutto, una dimensione morale e psichica che procede dal male al bene e viceversa.
Voi direte: ma con l’arte cosa centra questo discorso?
Invece, anche nella pittura centra: qui non si tratta solo di disegno, colore, tratto, strutture, dimensione, composizione, ecc., ma di pensiero, perché l’arte è pensiero. Tutta la manifestazione dell’uomo, quindi, dovrebbe vertere verso questa strutturazione (soprattutto per ragioni cosmiche) che deve guidare verso la creatività. Ma di quale creatività dobbiamo parlare?
Ecco il punto!
Io vivo questo tempo il quale, tenendo conto di tutto quanto ci viene imposto, trascura completamente la quinta dimensione sopra accennata. L’osservazione comparata, quindi, deve essere la guida madre, al modo di vivere di ogni individuo, nel rispetto della natura e nell’amore verso i propri simili. Io credo che, per affrontare il futuro, dovremo imporci il rifiuto della consuetudine e dell’erronea convinzione che tutto è sempre stato così e sempre sarà così, perché l’uomo è così.
Questo discorso non regge più e mi duole per molti. È vero, invece, il contrario. Il motto deve essere: tornare indietro con coraggio per proiettarsi nel futuro. Ci vuole l’amore, la volontà di credere e l’umiltà.
Oggi, si dice, abbiamo la cultura, quella con la “C” maiuscola: purtroppo essa è basata sul totale assorbimento di esperienze dovute a secoli bui e di dolore. Al cospetto dell’amore essa non serve. Se lo si desidera, si può assimilare molto dalla semplicità e dal ragionamento. Ma oggi ci vuole molta forza per pensare ed agire in questo senso. Chi decidesse di intraprendere questa strada, verrebbe tacciato, senz’altro, per matto o per utopico.
Tutte queste cose io le ho cercate e non sono felice: contrariamente a quanto molti affermano non siamo liberi, non sappiamo quello che vogliamo e facciamo, e siamo in pericolo materialmente e spiritualmente. Le ragioni si possono riscontrare tutti i giorni ed è inutile elencarle. Come ho detto, nella pittura mi sono sforzato di dire queste cose, osservando la gente con tutti i suoi problemi, guardando il paesaggio così com’è oggi: esso non è puro, anzi è falso, come è falsa la nostra esistenza; noi non viviamo, ma bensì vegetiamo, perché siamo deboli e schiavi di quello che abbiamo voluto, desiderato ed accettato. Ecco!
Siamo arrivati alla tecnologia. Questa è una farsa imposta dalla nostra pigrizia e strettamente legata al potere industriale, politico, militare e religioso. Questo piedistallo fa da base ad un dogma che, alla lunga, ci ridurrà voraci, distruggerà la terra e lascerà dietro di sé il deserto. La verità è un’altra cosa e la mia speranza è che gli uomini l’acquisiscano: essa è strettamente legata alle cinque dimensioni che sopra ho menzionato.
Ralph Waldo Emerson scrive: “Io sono mio fratello e mio fratello è me. Se mi sento sopraffatto e messo in ombra da chi è più grande di me, posso sempre amare; posso sempre ricevere, e chi ama fa sua la grandezza che ama. Anche le compensazioni delle disgrazie si evidenziano con il passare del tempo. Una febbre, una mutilazione, un crudele disinganno, la perdita di una ricchezza, di un famigliare o di un amico, sembrano al momento eventi assurdi ed irreparabili. Ma gli anni, infallibilmente, rivelano la profonda forza risanatrice che è alla base di ogni realtà”.
In tutto l’universo vige la legge di “Causa ed Effetto”, cioè la legge dei contrari: ogni cosa, ogni azione, ogni pensiero ha il suo contrario, proprio per una ragione di equilibrio. Sta a noi stabilire il giusto peso. In questo caso propongo un pensiero reale, vero, semplice ed immenso che mi è stato donato durante il mio cammino e le mie letture: Fratello, io ti dico qualcosa, cerca di ascoltare. Una coscienza, un’inseparabile, indivisibile coscienza: coscienza spirituale. Un essere, un eterno essere: tu, la tua anima, tu la unicità del tutto. Una forza, la forza creativa. Un potere, il potere ragionante.
Una cosa sacra: la verità. Riconosci il cammino a spirale sul quale ti muovi da un livello ad un livello più alto, un sentiero spirituale sul quale ti evolvi verso la totalità dell’uno. Tu vivi su una terra, una terra con molti, molti piani. Gli stessi fattori invariabili, gli assoluti, si estendono su ogni piano, ma incontrerai maggiore infusione spirituale ad ogni livello. Riconosci i tuoi veri genitori: sole e terra. Prendi la tua vera eredità; ereditare il tutto. Fratello, cerca di capire; un giorno ritorneremo alle origini, al luogo di nascita della coscienza.
Negli scritti di Edward Munch si legge: “... all’inizio era il sesso ...”; dunque, l’unione dei complementari!
Questo è anche il discorso di Chagal, Kokoschka, di Schiele. A questo punto, di colpo, il mio pensiero è ritornato di nuovo a Michelangelo e poi, in sequela, a tutti gli altri, prima e dopo. Siamo onesti e non nascondiamoci dietro ad un palo!
La verità è che tutti questi artisti, alla loro maniera, hanno detto le stesse cose; cioè, rifiuto, amore, pace e condanna della forza in tutti i sensi. Non esiste altra strada. Questa è l’unica, la più bella, la più desiderata, la più sofferta, la più amata da tutti gli uomini di buona volontà.
Ritornando alla mia pittura, spero, con questa ricerca, di essere riuscito a migliorare il mio intento. In questi anni mi sono sforzato di consolidare la stesura nelle figure, nei paesaggi ed in altri soggetti, ma senza mai rinunciare a ciò che mi preme di più, ossia l’amore per l’uomo e per la vita.
Il mio augurio ?
L’ho già espresso in un’altra occasione, ma volentieri, pieno di speranza, lo ripeto:
... là dove si allungano i confini della terra, bianchi come conchiglie, ci incontreremo.
... là dove matura ogni tipo di frutta ci incontreremo.
... là ai bordi della terra, rossi come corallo, dove i frutti maturano emanando un profumo fragrante, ci incontreremo.
... stanchi sono i corpi, non così gli spiriti.
Si accelerino i tempi, che il grano e l’uva si uniscano in una stupenda comunione di intenti.
Perisca il male in noi e nasca, finalmente, nei nostri cuori il VECCHIO GIOVANE BAMBINO, e sia per tutti motivo di sincera gioia e si concretizzi in una grande speranza d’amore.

Antonio Cotroneo

Milano 1986

Pittore Antonio Cotroneo
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